Gli acidi grassi
mercoledì, 27 giugno 2012

Gestione dei grassi.

Nel corso degli ultimi decenni, il nostro piano alimentare è cambiato in modo specifico; infatti, ora ad esempio introduciamo nel corpo quasi il doppio delle calorie sotto forma di grassi rispetto a quanto facevano i nostri avi 200 anni fa. Anche la composizione è cambiata in modo tale da farci consumare una percentuale maggiore di grassi animali e perciò di acidi grassi saturi. Ciò ha determinate conseguenze e si ripercuote in ultima analisi sulla nostra salute e il nostro benessere.

I grassi si suddividono in due categorie: grassi saturi e grassi insaturi, che a loro volta possono essere o semplici (monoinsaturi) o polinsaturi.

Gli acidi grassi saturi sono presenti soprattutto nei grassi animali (lardo, salumi, salsicce, burro, formaggi grassi...) e servono per fornire energia e come componente strutturale dell’organismo. L’apporto eccessivo di acidi grassi saturi attraverso l’alimentazione comporta però il restringimento dei vasi.

Gli acidi grassi monoinsaturi hanno un’ossidazione meno rapida e perciò tendono a depositarsi con minore frequenza nelle arterie. Tra l’altro le malattie del sistema cardiocircolatorio possono essere ridotte o evitate se si aumenta il consumo di questo tipo di acidi grassi (olio d’oliva, noci, avocado...).

Gli acidi grassi polinsaturi non possono essere prodotti dal corpo, e perciò la loro presenza è essenziale, ossia vitale. Il corpo non li utilizza per produrre energia, bensì per compiti speciali. Noi distinguiamo tra acidi grassi omega-6 (per es. acido linoleico [LA] e l’acido arachidonico [AA]) e acidi grassi omega-3 (per es. acido alfa linolenico [ALA], acido eicosapentaenoico [EPA] e acido docosaesaenoico [DHA]). Il fabbisogno di acidi grassi omega-6 viene coperto con il consumo di pesce, carni e uova (soprattutto l’AA), e di oli e margarine in quantità più che sufficienti. Gli acidi grassi omega-3 invece sono presenti nella nostra alimentazione in misura inferiore al necessario e perciò devono essere integrati in modo mirato, o mangiando più pesci grassi delle acqua fredde, olio di lino, olio di noce, noci, oppure integrando con capsule di olio di pesce di qualità farmaceutica superiore (per es. Omega 3 Rx EnerZona). Essi sono presenti in ogni cellula del corpo umano e tra l’altro sono importanti componenti delle membrane cellulari. Inoltre essi possiedono anche importanti funzioni nell’ambito del metabolismo. Gli acidi grassi omega-3, a differenza della maggior parte degli altri componenti nutrizionali, vengono assimilati dalle cellule del corpo senza alterazioni. Più è elevata la presenza di acidi grassi omega-3, più le cellule riescono ad espletare bene i loro molteplici compiti. Le abitudini alimentari dei paesi industrializzati dell’Occidente fanno sì che gli acidi grassi omega-6 e gli acidi grassi omega-3 vengono assunti con un rapporto di 20:1. Nel nostro corpo essi agiscono da antagonisti e il loro rapporto ottimale è di 1:1.

Per ridurre le reazioni infiammatorie come per esempio in casi di arteriosclerosi, artrite e altre malattie, è necessario ridurre la quantità di AA e aumentare quella dell’antagonista EPA. Questo vuol dire, da una parte, mangiare meno prodotti di origine animale e, dall’altra parte, aumentare la percentuale di acidi grassi omega-3 nell’alimentazione. Questo è possibile per esempio consumando più pesce grasso oppure assumendo capsule di olio di pesce.

Gli acidi grassi omega-3 come componente essenziale dell’Homo sapiens.

A prima vista, il vastissimo campo di applicazione degli acidi grassi omega-3 potrebbe destare stupore. Ma se pensiamo che gli acidi grassi omega-3 svolgono un importante ruolo nello sviluppo di numerosi organi umani, la cosa diventa molto più comprensibile: il cervello, le cellule nervose, le cellule della vista, le ghiandole germinali e le ghiandole surrenali sono cmposti in larga parte da acidi grassi omega-3. In questi tessuti, gli acidi grassi omega-3 sono quindi elementi vitali, senza i quali le cellule non potrebbero prodursi ed espletare le loro funzioni.