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Omeopatia

A proposito di omeopatia

Che origini ha l’omeopatia?

L’omeopatia iniziò a diffondersi in Francia e negli Stati Uniti verso il 1830, e nel 1843 nel resto d’Europa. I primi laboratori sorsero all’inizio del 20° secolo. Il celebre Dottore Samuel Hahnemann (1755-1843), inventore dell’omeopatia, l’ha formulata in un’opera fondamentale: “Organon sull’arte medica”, pubblicata nel 1810 e dove troviamo la seguente legge: “Qualsiasi sostanza la cui dose sub tossica è suscettibile di provocare in un individuo sano e sensibile un dato quadro sintomatico, può anche rimuovere sintomi simili in un paziente malato, se prescritta in dose ridotta.” È la riscoperta di un antico principio, quello della somiglianza sostenuto da Ippocrate nel 5° secolo a.C. L’omeopatia viene applicata oramai da due secoli, ed oggi è possibile constatarne chiaramente gli effetti e l’efficacia.

Perché a ogni paziente il suo rimedio?

L’omeopatia cura i sintomi tenendo conto del paziente nel suo complesso, ossia, la sua eredità, il suo territorio, le sue predisposizioni e soprattutto le sue reazioni personali. Tutti questi elementi vengono coinvolti nella scelta di un rimedio unico e specifico per ogni paziente.

Come funzione? Il rimedio va a stimolare l’immunità del proprio organismo al fine di ristabilire la guarigione. Pertanto, le persone che utilizzano l’omeopatia saranno in grado di rinforzare gradualmente le loro difese naturali.

Naturale, dolce e senza rischi

L’azione di un rimedio omeopatico e la guarigione possono essere rapide e profonde. L’omeopatia non ha effetti collaterali e può essere somministrata a bambini, donne incinta e animali. Può essere una terapia complementare alla medicina classica.

È possibile toccare i granuli?

In passato, i rimedi omeopatici erano principalmente in forma di granuli molto compatti. Una volta impregnati con il principio attivo, quest’ultimo restava in superficie. Toccarli con le dita, anche solo leggermente sudate, poteva dissolvere il principio attivo per via della sua diluizione infinitesimale e rendere il rimedio inefficace. Oggi, grazie alla composizione dei granuli e a moderne tecniche di produzione, il principio attivo viene assorbito capillarmente all’interno fino a impregnare il nucleo. È quindi possibile toccare i granuli con le dita senza alterarne l’efficacia. Tuttavia, per questioni igieniche, è preferibile assumerli tramite il tappo dosatore previsto, soprattutto se sono stati toccati oli essenziali.

Possono essere ingoiati come una pillola classica?

L’assorbimento ideale dei granuli o della dose omeopatica è sublinguale, ossia lasciandolo sciogliere sotto la lingua, il che dura qualche minuto. In tal modo, il principio attivo passa direttamente nel circolo sanguigno senza essere rallentato dalle barriere digestive, agendo in maniera più efficace e più rapida.

Va assunto prima o dopo i pasti?

Come abbiamo visto, l’assorbimento ideale è quello sublinguale, pertanto è meglio assumere il rimedio omeopatico almeno mezzora prima o un’ora dopo i pasti. Quando si mangia, infatti, c’è una saturazione dell’assorbimento perlinguale, con il rischio che il rimedio venga assimilato meno rapidamente. In linea generale, è preferibile assumere gli omeopatici lontano dai pasti.

Alcuni prodotti possono compromettere l’efficacia dell’omeopatia?

Possono esserci effettivamente alcune incompatibilità. Va evitata innanzitutto la camomilla, antidoto generale di qualsiasi prodotto omeopatico, e gli oli essenziali. Non aprire mai un flacone di oli essenziali in prossimità di un rimedio omeopatico: potrebbe inibire la sua azione. I rimedi omeopatici hanno una diluizione infinitesimale, mentre gli oli essenziali sono molto concentrati, con un’azione molto potente. È per tale ragione che i prodotti omeopatici non vengono mai preparati negli stessi locali dei prodotti a base di oli essenziali. In linea generale, è preferibile evitare bevande eccitanti come il caffè e la menta. Queste provocano una lieve costrizione delle papille, rallentando l’assorbimento del principio attivo. Tuttavia, questo non significa che la menta debba essere completamente bandita! Sconsigliamo piuttosto l’assunzione dei rimedi omeopatici poco prima o dopo esservi lavati i denti, avere mangiato una caramella alla menta o bevuto una tisana alla menta, per esempio.

La trasmissione di una informazione

La dinamizzazione durante il processo di produzione di un rimedio si è rivelata importante per via della capacità della sostanza di base nel trasmettere un’informazione al solvente. È stato dimostrato che: l’informazione passa, trasmette le caratteristiche della sostanza di base e permetti di avviare il processo di guarigione. La pratica medica lo prova ogni giorno.

La lunghezza d’onda del prodotto

I rimedi omeopatici sono estremamente diluiti e non contengono più la molecola attiva della sostanza originale. Tuttavia sono efficaci. Potrebbe essere che la lunghezza d’onda del prodotto omeopatico agisca da “sostanza attiva”. Mentre ci troviamo ancora nel campo delle ipotesi, la maggiore parte dei ricercatori che lavora su dosi infinitesimali (molto diluite), vede convergere i propri risultati in una stessa assunzione: la trasmissione di una informazione della molecola da parte di un emittore e la ricezione di tale informazione da parte di un recettore. Si consiglia di mantenere i rimedi omeopatici lontani da un telefono cellulare in quanto la grande quantità di onde che emette potrebbe disattivare il prodotto.

Le diluzioni omeopatiche di Korsakov: come i diamanti!

Inventato dal medico russo Semen Korsakov (1788-1853), questo metodo di preparazione delle diluzioni omeopatiche, chiamate korsokoviane, risponde ad un imperativo: riuscire a trattare in un campo di battaglia il maggiore numero possibile di persone in modo rapido e con materiale limitati, ottenendo diluzioni la cui potenza è altrettanto efficace rispetto ai rimedi preparati tradizionalmente secondo il metodo hahnemanniano. Si è quindi imposto l’utilizzo di un unico flaconcino, riutilizzato per il potenziamento delle diluizioni successive, la cui efficacia ha superato di gran lunga ogni aspettativa. Questa tecnica fu validata alcuni anni dopo dallo stesso Hahnemann e adottata con successo in numerosi paesi. Solo la Francia (patria di Cartesio) ha quasi del tutto abbandonato questo metodo dal 1954 quando fu stabilito che l’assistenza sanitaria avrebbe rimborsato unicamente le diluizioni hahnemanniane. Numerosi omeopati utilizzano queste diluizioni in quanto le potenze facilmente ottenibili sembrano essere più profonde e allo stesso tempo più dolci rispetto alle diluizioni precedenti, come un diamante che ad ogni taglio mantiene tutte le faccette create di volta in volta. Partendo da una pietra rozza, il diamante più viene tagliato, più le sue mille faccette brillano; nel caso del rimedio con diluizione korsokoviana, più aumenta la diluizione, più la sua azione sembra potenziarsi coprendo dolcemente l’intera patogenesi (insieme dei sintomi raccolti durante l’esperimento) della sostanza. Sorge dunque una domanda di frequente: esiste una corrispondenza tra la diluizione hahnemanniana e quella korsokoviana? Sono state proposte numerose tabelle di equivalenza, spesso per fini commerciali. Tuttavia è impossibile fare qualsiasi parallelo tra queste due scale di diluizione. Per tutti gli utilizzatori un po’ esperti, e secondo quant suggerito in farmacia, la diluizione a 200K sembra particolarmente adatta, con le normali regole di utilizzo: interrompere l’assunzione del rimedio quando ha fatto il suo effetto e nel caso si riveli inattivo, senza dimenticare mai che resta indispensabile consultare un medico omeopata qualificato per i casi gravi e prolungati.

Schmidt-nagel – 80 anni di evoluzione costante al servizio della vostra salute!

Il laboratorio omeopatico Schmidt-Nagel è nato nel 1927 dalla passione comune per l’omeopatia del dottor Pierre Schmidt, uno dei più eminenti omeopati svizzeri di inizio secolo famoso in tutto il mondo, e di sua moglie Dora Nagel, farmacista. A Ginevra, un team di collaboratori appassionati lavora scrupolosamente per garantire non solo una produzione di alta qualità ma anche un servizio impeccabile.

Preparazione di prima classe

L’efficacia di un medicamento omeopatico dipende dalla sostanza di base utilizzata per le diluizioni, che deve essere selezionata in base a criteri qualitativi. Per ottenere i liquidi d’impregnazione, prodotti in piccole quantità e artigianalmente, è necessario aumentare le diluizioni in maniera rigorosa. Questa operazione è seguita dalla dinamizzazione, che è essenziale per conferire energia al rimedio. Anche l’impregnazione è una tappa importante che trasmette ai granuli tutte le informazioni contenute nel liquido d’impregnazione. Questa tappa deve garantire che tutti i granuli siano ben impregnati. Per garantire medicamenti di qualità elevata, la Schmidt-Nagel lavora in quantità ridotte con supporti usa e getta. Il carico massimo d’impregnazione è di 50 grammi.

Sempre al primo posto

Il valore di un medicamento omeopatico dipende in misura considerevole dalla sostanza di base utilizzata per la sua fabbricazione (ceppo). Per offrirvi medicamenti dall’elevato valore energetico, il laboratorio Schmidt-Nagel punta sulla qualificazione, sulla formazione e sul profondo interesse dei professionisti che garantiscono le preparazioni. Queste risorte risultano determinanti nel garantire il nostro impegno per la qualità produttiva dei nostri rimedi omeopatici. L’obiettivo di Schmidt-Nagel: restare sempre al primo posto per offrire dolo il meglio di una medicina di qualità.

lunedì, 14 gennaio 2013
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